A partire dal settembre 2001 a Cologno nascono diverse realtà che incominciano ad interagire tra di loro e con altre associazioni già esistenti sul territorio.
Questi anni ci hanno visto camminare insieme lungo un percorso, con amici e compagni di strada. E' stata una continua avventura in cui ogni volta decidevamo noi cosa fare e come farlo, unici padroni e responsabili delle nostre azioni
L'abbiamo fatto perchè eravamo stanchi di essere arrabbiati col mondo senza poter fare niente per cambiarlo.
L'abbiamo fatto perchè ci piace stare insieme, ridere, scherzare, porci degli obiettivi e realizzarli. Insieme.
L'abbiamo fatto perchè anche noi, come voi, ci sentiamo stranieri in una città che non offre niente per i ragazzi, per la cultura, per una vita bella.
Perchè non ci siamo ancora abituati al grigio e al brutto.
L'abbiamo fatto perchè volevamo un posto, in questa città, dove si potesse parlare di politica senza essere presi per alieni.
Tutti noi cresciamo, maturiamo, troviamo la nostra strada, proprio quando ci mettiamo in gioco, usciamo di casa, ci mettiamo, in relazione con altre persone e ci diamo degli obiettivi.
Certo, forse è più comodo stare in casa a guardare la tele, ma solo chi gioca e si mette in gioco può vincere. E giocare, di per sè, è già una vittoria.
Un esplosione. Un orologio fermo alle 16,37. Due personaggi tanto simili a due clown, si muovono in uno spazio al confine della memoria, combattendo tra ricordi ed oblio,n aspettando un Godot, nulla di ultraterreno, ma qualcosa di reale e tremendamente umano come la memoria: che qualcuno di ricordi di loro, poichè nemmeno loro stessi ne sono ormai più in grado.
Una serata per scoprire un pezzo d'Africa, con racconti testimonianze, mostra fotografica ed esperienze di tre donne che hannopercorso questo paese.
Un occasione per conoscere i colori, le storie, i ritmi, le lotte della "terra degli uomini integri".
Da alcuni giorni il Giornale di Vittorio Feltri ha avviato una nuova martellante campagna denigratoria contro la casa occupata di Via dei Transiti 28, contro chi ci abita e contro le attività sociali e politiche che vengono svolte negli spazi collettivi. All'argomento è stata dedicata la prima pagina della cronaca milanese per ben 5 giorni consecutivi, spazio degno forse di miglior causa. Il Giornale, dipinge T28 come un oscuro covo dove individui pericolosi, protervi e arroganti espropriano con minacce poveri proprietari inermi dei beni comprati coi risparmi di una vita.
Probabilmente questa campagna mira a “spianare la strada” al prossimo tentativo di sfratto di un appartamento e dell'Ambulatorio Medico Popolare, previsti per il 10 febbraio.
Però come di consueto accade questa ineffabile testata fa pessimo giornalismo, non controllando la veridicità di quanto viene scritto e neppure prendendosi la briga di fare un po' di controllo d'archivio, per lo meno per evitare grosse inesattezze storiche, cantonate e figuracce.
Chi ruba la terra e il cibo all' Africa
Repubblica — 26 gennaio 2010 pagina 1 sezione: PRIMA PAGINA
Chi ruba la terra e il cibo all Affica CI RUBA LA TERRA E IL CIBO AI CONTADINI D'AFRICA CARLO PETRNI NEL mese di agosto del 2009 il re saudita Ahdullah ha festeggiato il primo raccolto di riso realizzato in Etiopia. E al riso seguiranno orzo e grano. Cresciuta in mezzo al deserto come tutti gli Stati del Golfo, l'Arabia Sauditaha scelto di risolvere il problema del cibo accaparrandosi terre coltivabili sull'altra sponda del Mar Rosso, nelCorno d'Africa:inPaesicome l'Etiopia, coniO milioni di affamati, o come il Sudan, che non riesce a uscire dall'immensa tragedia del Darfur.
di Maurizio Matteuzzi
Haiti, arrivano i nostri
Imponente e immediata la risposta di Obama alla tragedia di Port-au-Prince. Haiti è di nuovo «americana», come già tante volte nel corso dell'ultimo secolo. Ma i rischi e le tentazioni della «economia dei disastri» e della «shockterapia» tipo Katrina a New Orleans, di cui fu il mentore il non compianto Milton Friedman, sono forti. E Naomi Klein lancia l'allarme
Ciao a tutti/e,
come ogni inizio di anno, vogliamo ricordare le canzoni, le poesie e le idee di Fabrizio De Andrè. Vogliamo farlo tutti insieme, in modo creativo e divertente.
Per questo vi aspettiamo con strumenti musicali, letture e voglia di cantare sabato 9 gennaio alla Casa in Movimento, via neruda 5, Cologno Monzese alle ore 21:00.
