Il Chiapas è la nuova terra promessa degli innumerevoli orfani occidentali dell’Utopia. Messo da parte il sogno rivoluzionario di libertà in cambio della realtà democratica della sopravvivenza, a questi orfani non è rimasto che volgere altrove il proprio sguardo pur di non affliggersi di fronte allo specchio che riflette la loro odierna immagine. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.
E' in Chiapas, ad un oceano di distanza dalle nostre quotidiane misere faccende, che tutte le aspirazioni di libertà riprendono rigore, al punto da far diventare ciechi gli apologeti della rivolta zapatista di fronte alla reale natura dei propri beniamini mascherati. L’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale. Come tutte le strutture gerarchiche di questo mondo, non mira affatto a liberare gli sfruttati messicani dalla loro schiavitù, ma solo a modernizzarla. Oltre a farsi portatori di valori come il nazionalismo e il militarismo, fonti di millenarie oppressioni, gli zapatisti si propongono apertamente come nuova classe dirigente.
Ad ispirare la poesia di Marcos — buona per tutti i palati, per i leader della sinistra europea come per molti pacifisti— è quindi l’opportunismo di chi da anni conduce la propria battaglia per diventare interlocutore privilegiato del potere.
L’Ezln è un'organizzazione politica che si appropria della rappresentatività delle lotte autonome degli sfruttati messicani. Quali altre menzogne si celano dietro l’ideologia di quei fascinosi passamontagna? Forse il preteso mito della libertà di cui godevano le antiche comunità indiane?
«Chi è pronto ad accettare per altri ciò che è inaccettabile per sé non è lontano dall’accettare l’inaccettabile».
"Al di là dei passamontagna del Sud-Est messicano"
Il Chiapas è la nuova terra promessa degli innumerevoli orfani occidentali dell’Utopia. Messo da parte il sogno rivoluzionario di libertà in cambio della realtà democratica della sopravvivenza, a questi orfani non è rimasto che volgere altrove il proprio sguardo pur di non affliggersi di fronte allo specchio che riflette la loro odierna immagine. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.
E' in Chiapas, ad un oceano di distanza dalle nostre quotidiane misere faccende, che tutte le aspirazioni di libertà riprendono rigore, al punto da far diventare ciechi gli apologeti della rivolta zapatista di fronte alla reale natura dei propri beniamini mascherati. L’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale. Come tutte le strutture gerarchiche di questo mondo, non mira affatto a liberare gli sfruttati messicani dalla loro schiavitù, ma solo a modernizzarla. Oltre a farsi portatori di valori come il nazionalismo e il militarismo, fonti di millenarie oppressioni, gli zapatisti si propongono apertamente come nuova classe dirigente.
Ad ispirare la poesia di Marcos — buona per tutti i palati, per i leader della sinistra europea come per molti pacifisti— è quindi l’opportunismo di chi da anni conduce la propria battaglia per diventare interlocutore privilegiato del potere.
L’Ezln è un'organizzazione politica che si appropria della rappresentatività delle lotte autonome degli sfruttati messicani. Quali altre menzogne si celano dietro l’ideologia di quei fascinosi passamontagna? Forse il preteso mito della libertà di cui godevano le antiche comunità indiane?
«Chi è pronto ad accettare per altri ciò che è inaccettabile per sé non è lontano dall’accettare l’inaccettabile».