Articolo

Appello da famiglie di migranti tunisini dispersi

Pubblichiamo questo appello lanciato da alcuni familiari di migranti tunisini dispersi alle autorità italiane, affinchè si attivino per il loro ritrovamento.

Vi invitiamo a sottoscriverlo inviando una mail all'indirizzo in fondo al testo.

Al ministro degli affari esteri tunisino, Rafik Abdessalem
Al ministro dell’interno tunisino, Ali Larayedh
Al ministro degli affari esteri italiano, Giulio Terzi
Alla ministra dell’interno italiana, Anna Maria Cancellieri

Prova a immaginare: tuo fratello o tuo figlio parte e non dà più notizie di sé dopo la sua partenza. Non è arrivato? Non lo sai, potrebbe essere stato arrestato nello stato di arrivo che non prevede che si possa arrivare semplicemente partendo e che per questo arresta quelli che arrivano mettendoli nei centri di detenzione o in prigione.

Utoya e il cuore di tenebra dell'Occidente

Ciao amici,
vi segnaliamo questo articolo di Michele Corsi sui tragici fatti di Utoya e le loro cause, alla luce anche delle vergognose dichiarazioni di questi giorni fatte dall'(ahinoi) deputato europeo della Lega Mario Borghezio.

Buona lettura!

Utoya e il cuore di tenebra dell'Occidente.
Perché i mass media occidentali negano il carattere terroristico delle stragi accadute in Norvegia e la loro matrice di estrema destra?
Di Michele Corsi.

 
 
 Il fondamentalista cristiano Anders Behring Breivik ha fatto esplodere un'auto vicino ad alcuni uffici governativi di Oslo, capitale della Norvegia, ed ha ucciso una novantina di giovani sull'isola di Utoya.
 
 
 La reazione dei mass media occidentali, appena si è diffusa la notizia dell'esplosione, è stata unanime: è un attentato opera del terrorismo "islamico". Sono anche apparsi (poi fatti rapidamente sparire) articoli di accompagnamento che analizzavano il fenomeno del fondamentalismo in Scandinavia e di come assai astutamente questi gruppi utilizzassero gli immigrati di quei Paesi tolleranti. Subito si sono rievocati gli attentati terroristici di matrice jihadisti di Madrid (2004, 191 morti) e di Londra (2005, 52 morti).
 

Golpe di Stato: articolo sulla strage di piazza Fontana

 In occasione dell'imminente anniversario della strage di piazza Fontana, pubblichiamo un'intervista al magistrato Guido Salvini, che ha curato un secondo filone di indagini, all'inizio degli anni 90, sulla strage di piazza Fontana e le altre stragi nel periodo della strategia della tensione. 
Da questa intervista emerge un'inquietante immagine dei poteri e dei personaggi coinvolti negli attentati di quegli anni, che vede coinvolti pezzi di Stato e attivisti di movimenti armati neofascisti come Ordine Nuovo.

Buona lettura!

CHI VUOLE CHIUDERE LA CASA IN MOVIMENTO?

Nel pomeriggio di sabato 23 ottobre 2010, gli attivisti della Casa In Movimento, recatisi sul posto, si sono trovati di fronte ad uno scenario inquietante. Il manifesto che pubblicizza la Scuola Popolare Migranti strappato; la stele con i loghi delle associazioni che compongono la Casa infilato nel bidone della spazzatura; ma, cosa ancora più surreale, un gruppo di sedie disposte in circolo di fronte all'ingresso della sede. Purtroppo, a tutto ciò - già grave - si è aggiunta un’ulteriore, inquietante scoperta. Le serrature delle porte di ingresso sono state bloccate con della colla, mentre l’unica porta agibile è stata chiusa con un lucchetto. Il gesto purtroppo viene ripetuto la notte successiva, rischiando concretamente di impedire la scuola popolare per migranti donne che si tiene il pomeriggio.

Cosa strana di queste azioni: nessuna scritta o simbolo a rivendicazione.

Ciononostante, il significato di questo gesto vile e intimidatorio ci sembra chiaro: qualcuno a Cologno Monzese non vuole che il lavoro della Casa prosegua. Qualcuno vuole fermare la Casa In Movimento. Qualcuno che non firma, ma si definisce per i suoi metodi. Con quale parola definire questa aggressione se non fascista? Perchè  negare l'agibilità politica di un luogo in cui si sperimentano “nuovi mondi possibili”? Un luogo caratterizzato da attività come la Scuola Popolare Migranti dell’Associazione Cultura Popolare, la ciclofficina popolare Gasolio, le serate culturali e gratuite, i momenti di dibattito e approfondimento del Laboratorio contro la guerra infinita. Un luogo attraversato da centinaia e centinaia di persone diverse, durante questi quattro anni di attività. Un luogo aperto ai migranti, che con la sua pratica quotidiana tenta di aprire una breccia nel razzismo strisciante di questi anni.

In ogni caso, la Casa In movimento non si ferma. Le attività già in programma continueranno, così come continueremo ad immaginare nuovi progetti per il futuro. Di fronte alla stupidità e alla violenza di questa aggressione, la Casa continua e continuerà ad usare i suoi strumenti di sempre: creatività, relazioni alla pari, cultura per tutti, accoglienza, antirazzismo e antifascismo.


Casa in Movimento

Cosa succede alla Casa in movimento?

Succede che da qualche mese la casa sta ospitando nel proprio spazio un gruppo che non ha mai nascosto di non condividere nulla della progettualità e delle modalità di lavorare che hanno sempre caratterizzato le attività delle associazioni che la gestiscono.

Succede che, nonostante tutto, abbiamo provato a vedere se fosse possibile stare insieme limitandosi a condividere solo uno spazio e portando avanti in modo autonomo le nostre iniziative.

Chi ruba la terra e il cibo all' Africa

Chi ruba la terra e il cibo all' Africa
Repubblica — 26 gennaio 2010   pagina 1   sezione: PRIMA PAGINA

Chi ruba la terra e il cibo all Affica CI RUBA LA TERRA E IL CIBO AI CONTADINI D'AFRICA CARLO PETRNI NEL mese di agosto del 2009 il re saudita Ahdullah ha festeggiato il primo raccolto di riso realizzato in Etiopia. E al riso seguiranno orzo e grano. Cresciuta in mezzo al deserto come tutti gli Stati del Golfo, l'Arabia Sauditaha scelto di risolvere il problema del cibo accaparrandosi terre coltivabili sull'altra sponda del Mar Rosso, nelCorno d'Africa:inPaesicome l'Etiopia, coniO milioni di affamati, o come il Sudan, che non riesce a uscire dall'immensa tragedia del Darfur.

Possibile shock economy dell'amico Obama ad Haiti

 di Maurizio Matteuzzi 

Haiti, arrivano i nostri

Imponente e immediata la risposta di Obama alla tragedia di Port-au-Prince. Haiti è di nuovo «americana», come già tante volte nel corso dell'ultimo secolo. Ma i rischi e le tentazioni della «economia dei disastri» e della «shockterapia» tipo Katrina a New Orleans, di cui fu il mentore il non compianto Milton Friedman, sono forti. E Naomi Klein lancia l'allarme

Manifestazione per i diritti dei migranti - brescia

MOBILITAZIONE NAZIONALE PER LA LIBERTÀ E I DIRITTI DEI MIGRANTI

Sabato 27 ottobre ore 15.00
piazza della Loggia a Brescia


Per l'abrogazione del protocollo di intesa con Poste Italiane: basta dare i soldi alle poste per i permessi di soggiorno. per la rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro, fonte di precarietà e di ricatto sui luoghi di lavoro. per la chiusura definitiva dei Centri di Permanenza Temporanea (CPT) in cui continuano ad essere rinchiusi i migranti che non hanno commesso alcun reato. No ai regolamenti e ai patti sulla sicurezza che colpiscono i migranti e alimentano il razzismo per la sanatoria e la regolarizzazione permanente di tutti/e i/le migranti presenti sul territorio per l' abrogazione della Bossi-Fini per il rimborso dei contributi pagati per chi rientra definitivamente nel proprio paese

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