Il Laboratorio contro la Guerra Infinita nasce nel 2003 per dar voce al movimento contro la guerra sul territorio colognese. Nel febbraio del 2006 riesce a strappare lo spazio di via Neruda 5 dopo una difficile trattativa con l'amministrazione comunale: nasce la "Casa in Movimento" uno spazio aperto e condiviso con altri gruppi.
Il 13 maggio, alla Casa in Movimento
SBARATTIAMO TUTTO!
FILOSOFIA DEL BARATTO: il baratto è rivolto a tutte le
persone che hanno voglia di incontrarsi per riciclare e
riutilizzare oggetti altrimenti destinati ai cassonetti,
riscoprendo una pratica antichissima che bandisce l'uso del
denaro e che resta fuori dalle logiche del mercato in cui la
moneta vince su tutto.
Il baratto non è solo un'occasione di incontro tra le persone,
ma anche un mezzo volto a diffondere la cultura del recupero:
non si butta niente e nulla si distrugge, ma tutto di scambia...
con una stretta di mano!
COSA SI PUÒ BARATTARE: tutto! libri, cd, abiti, giochi e
vestiti per bambini, utensili, apparecchi tecnologici, mobili,
pezzi di biciclette, ma anche poesie e beni non materiali!
Insomma chi più creatività ha più ne metta.
REGOLE DEL BARATTO:
1) Verranno messi a disposizione dei tavoli e degli appendi-abiti
su cui ogni persona potrà esporre ciò che desidera barattare.
2) Si può scambiare solo senza uso del denaro.
3) La stretta di mano tra chi scambia sancisce l'avvenuto
baratto.
4) Si possono baratte anche cose non materiali (ad es. racconti,
poesie, canzoni , saperi etc...)
5) Ognuno è responsabile dei propri oggetti.
6) Ciò che non viene barattato deve essere riportato a casa.
7) Gli oggetti ingombranti possono essere "portati" con una
foto.
I nostri spazi saranno a disposizione dei barattanti dalle 10 alle 18
domenica 13 maggio
alla Casa in Movimento
via Neruda 5
Cologno Monzese - MI
Laboratorio contro la guerra infinita
Lo facciamo non solo per celebrare chi ha contribuito a liberare
l'Italia dal fascismo ma anche per far rivivere lo spirito di quei
giorni perchè, mai come oggi, c'è bisogno di Resistenza dai nuovi
fascismi e dalle nuove oppressioni!
Vi aspettiamo quindi
martedì 24 aprile
Per ricordare Vittorio Arrigoni ed il suo lavoro e per non dimenticarci che l'occupazione in Palestina continua,
proiettiamo "Private", del 2004, nel quale una famiglia palestinese subisce l'occupazione della
propria casa ad opera dei militari israeliani.
Prima della proiezione: aperitivo popolare!

L'Ambulatorio Medico Popolare e le case occupate di via dei Transiti a Milano sono ancora a rischio sgombero, vi invitiamo a partecipare al presidio antisfratto il prossimo 27 marzo e diffondere il loro comunicato!
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PRESIDIO ANTISFRATTO IN DIFESA DELL'AMBULATORIO MEDICO POPOLARE.
L’ambulatorio medico popolare rappresenta 18 anni di lotta per il
diritto alla salute, di visite mediche gratuite, di sportelli per le
donne e contro gli abusi psichiatrici.
Nel 2003 il sig. Bigoni si è convinto di poter fare una speculazione
vantaggiosa e ha comprato i locali, ma ha acquistato anche 4500 pazienti
cui lo stato nega assistenza sanitaria di base, e 35 operatori volontari
che con 2000 euro l'anno di autofinanziamento garantiscono tutela
sanitaria e legale. Ha comprato anche gli occupanti e i bisogni che
difendono e che difenderanno. Non accetteremo mai che il profitto di un
singolo prevalga sui diritti di tanti, non vogliamo arrenderci alla
Sempre riguardo la manifestazione no tav del 25 febbraio scorso e degli scontri alla stazione di Torino Porta nuova, vi segnaliamo questo video che mostra i fatti dal punto di vista dei manifestanti.
ciao amici,
pubblichiamo questa lettera scritta da un nostro amico che ha partecipato alla manifestazione dello scorso 25 febbraio in Val di Susa, in cui testimonia dal punto di vista di un manifestante gli avvenimenti accaduti ai milanesi di rientro dalla manifestazione alla stazione di Torino Porta Nuova.
Ne emerge un quadro decisamente diverso da quello dipinto da molti giornali e telegiornali.
Buona lettura!
Al Procuratore della Repubblica di Torino Giancarlo Caselli
Per conoscenza:
Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti.
Gentile Procuratore della Repubblica di Torino, Dottor Giancarlo Caselli:
Mi chiamo Marco Di Stefano. Sono nato a Milano, ho 30 anni. Di lavoro faccio il regista e l'autore teatrale. Ci siamo conosciuti l'anno scorso – ma lei sicuramente non si ricorderà, almeno credo – durante uno spettacolo al quale lei ha collaborato come co-autore, realizzando anche un breve intervento filmato. In quell'occasione io lavoravo come assistente alla regia.
Lo scrivo non per velleità personale, ma per assicurarle che tutto ciò che troverà scritto nella seguente lettera non è dettato da un pregiudizio nei suoi confronti, ma, al contrario, da una profonda delusione. Io ho sempre avuto molto rispetto del suo lavoro. Per la magistratura in generale, certo, ma in particolare per tutti quei rappresentanti della legge che hanno impegnato la propria vita per la difesa della legalità e, di conseguenza, per la difesa della parte più svantaggiata della popolazione, la gente povera e onesta che tutti i giorni deve fronteggiare lo squallido teatrino della politica, del malaffare, della mafia. Quella mafia (e quella politica) che lei spesso ha contribuito ad arginare. Avrei voluto scrivere “sconfiggere” invece di arginare, Dottor Caselli. Invece ho scritto “arginare”. Perché in questo paese la mafia e la politica non si sconfiggono. E lei, come me, lo sa bene. Però è bello pensare di poter fare qualcosa, ogni tanto.
Grazie a lei mafiosi come Bagarella, Spatuzza e Brusca sono nel posto che si meritano, grazie a lei il poco onorevole Giulio Andreotti, il Divo, è stato riconosciuto colpevole per associazione a delinquere fino alla primavera del 1980. Reato caduto in prescrizione. Perché in questo paese si può essere mafiosi. Basta non farsi prendere per un po'.
Però lei ci ha provato, a mandare in galera Andreotti. E su quella sentenza nessuno nulla può dire. Ancora una volta, per questo, grazie.
Lei è un uomo intelligente, Dottor Caselli. Intelligente e onesto (se per onesto si intende il seguire pedissequamente un codice, morale o legislativo che sia) . Lei è un difensore dello Stato. E questo non ha mai smesso di dimostrarlo. Ma io oggi vorrei chiederle: “Cos'è per lei lo stato?”.