Il Laboratorio contro la Guerra Infinita nasce nel 2003 per dar voce al movimento contro la guerra sul territorio colognese. È protagonista nella lotta per ottenere uno spazio e che si conclude nel febbraio del 2006 con l’ottenimento della "Casa in Movimento".
In questi anni il Laboratorio organizza diverse iniziative: dalle serate di controinformazione (guerre, lotta alla precarietà, resistenza, antirazzismo...) agli spettacoli teatrali e cineforum (anche per i bambini).
Da il manifesto del 6/6/2010
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di Uri Avnery
«Uccidi un turco e riposati» Da Exodus 1947 a Exodus 2010
La strategia suicida del governo israeliano ricorda quella di Ernest Bevin
In alto mare, in acque extra-territoriali, la nave fu fermata dalla marina. Il commando la prese d'assalto. Centinaia di persone in coperta resistettero mentre i soldati usavano la forza. Alcuni dei passeggeri furono uccisi, altri feriti.
Da: il manifesto del 6/6/2010
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di Vittorio Arrigoni - GAZA CITY
PACIFISTI AL TIMONE
Il mare, la via più naturale per raggiungere la Palestina
La genesi del Free Gaza Movement
Non avevo mai condotto una imbarcazione in vita mia prima dell'agosto 2008, quando impegnati nella prima traversata del mediterraneo in direzione di Gaza, resosi indisponibile il capitano libanese, dovetti improvvisarmi timoniere p
Pubbli chiamo questo discorso tenuto dal subcomandante Marcos pronunciato al Caracol La Garrucha il 2 agosto 2008 in occasione della carovana internazionale di solidarietà con i popoli zapatisti perchè affine nei contenuti e nello spirito con quello che, noi da questa parte del mondo, nel nostro piccolo cerchiamo di fare.
Buona lettura!
Il Laboratorio è impegnato in una campagna di informazione e demistificazione sul tema dell'acqua. Frutto di questa ricerca è la mostra (di cui si possono scaricare le immagini) fatta in collaborazione col collettivo Chaosmos di bussero.
La mostra è composta di nove pannelli tematici che toccano la quesione acqua da diversi punti di vista: le guerre e le lotte per l'acqua, l'iter legislativo italiano, le proposte e le analisi per una nuova ripubblicizzazione e per un controllo democratico della risorsa.
Un esplosione. Un orologio fermo alle 16,37. Due personaggi tanto simili a due clown, si muovono in uno spazio al confine della memoria, combattendo tra ricordi ed oblio,n aspettando un Godot, nulla di ultraterreno, ma qualcosa di reale e tremendamente umano come la memoria: che qualcuno di ricordi di loro, poichè nemmeno loro stessi ne sono ormai più in grado.
Una serata per scoprire un pezzo d'Africa, con racconti testimonianze, mostra fotografica ed esperienze di tre donne che hannopercorso questo paese.
Un occasione per conoscere i colori, le storie, i ritmi, le lotte della "terra degli uomini integri".
Da alcuni giorni il Giornale di Vittorio Feltri ha avviato una nuova martellante campagna denigratoria contro la casa occupata di Via dei Transiti 28, contro chi ci abita e contro le attività sociali e politiche che vengono svolte negli spazi collettivi. All'argomento è stata dedicata la prima pagina della cronaca milanese per ben 5 giorni consecutivi, spazio degno forse di miglior causa. Il Giornale, dipinge T28 come un oscuro covo dove individui pericolosi, protervi e arroganti espropriano con minacce poveri proprietari inermi dei beni comprati coi risparmi di una vita.
Probabilmente questa campagna mira a “spianare la strada” al prossimo tentativo di sfratto di un appartamento e dell'Ambulatorio Medico Popolare, previsti per il 10 febbraio.
Però come di consueto accade questa ineffabile testata fa pessimo giornalismo, non controllando la veridicità di quanto viene scritto e neppure prendendosi la briga di fare un po' di controllo d'archivio, per lo meno per evitare grosse inesattezze storiche, cantonate e figuracce.
Chi ruba la terra e il cibo all' Africa
Repubblica — 26 gennaio 2010 pagina 1 sezione: PRIMA PAGINA
Chi ruba la terra e il cibo all Affica CI RUBA LA TERRA E IL CIBO AI CONTADINI D'AFRICA CARLO PETRNI NEL mese di agosto del 2009 il re saudita Ahdullah ha festeggiato il primo raccolto di riso realizzato in Etiopia. E al riso seguiranno orzo e grano. Cresciuta in mezzo al deserto come tutti gli Stati del Golfo, l'Arabia Sauditaha scelto di risolvere il problema del cibo accaparrandosi terre coltivabili sull'altra sponda del Mar Rosso, nelCorno d'Africa:inPaesicome l'Etiopia, coniO milioni di affamati, o come il Sudan, che non riesce a uscire dall'immensa tragedia del Darfur.
di Maurizio Matteuzzi
Haiti, arrivano i nostri
Imponente e immediata la risposta di Obama alla tragedia di Port-au-Prince. Haiti è di nuovo «americana», come già tante volte nel corso dell'ultimo secolo. Ma i rischi e le tentazioni della «economia dei disastri» e della «shockterapia» tipo Katrina a New Orleans, di cui fu il mentore il non compianto Milton Friedman, sono forti. E Naomi Klein lancia l'allarme